16/02/2012 Latina Federlazio Latina: incontro con stampa e imprenditori

​Si è svolto il 15 febbraio 2012 un incontro tra gli esponenti di FederLazio Latina, gli organi amministrativi e gli imprenditori locali alla presenza della stampa.
Erano presenti il direttore di Federlazio Saverio Motolese, il Presidente Michele Fantasia, l'assessore provinciale di Fondi Ue Davide Minchella e dalla dott.ssa Lola Fernandez dell'Ufficio Europa del Comune di Latina.
Tutti hanno espresso l'effettiva preoccupazione per il quadro economico globale e locale che si sta delineando e hanno esmplificato le varie possibilità di accedere ai numerosi fondi europei per le imprese.
Di seguito le relative relazioni.

RELAZIONE DIRETTORE MOTOLESE

Oggi è una giornata per noi importante perché la presentazione dell’indagine congiunturale rappresenta, per la nostra associazione, un momento per riflettere e mettere a punto azioni concrete che vadano a migliorare sempre di più il sostegno che quotidianamente offriamo ai nostri soci.

Lasciatemi prima di tutto salutare e ringraziare i nostri ospiti di oggi che sono l’assessore provinciale ai Fondi Europei, Davide Minchella e la dott.ssa Lola Fernandez dell’Ufficio Europa del Comune di Latina: con loro tra poco parleremo di Fondi Europei; un tema molto caro alla nostra associazione che andrà a rispondere ad alcune indicazioni chiaramente emerse dall’Indagine che tra poco vi illustrerò.

Quelli che stiamo per presentarvi sono i dati emersi dall’indagine congiunturale Federlazio, relativamente alla provincia di Latina, rispetto al II semestre 2011.

La nostra indagine congiunturale riguarda tutta una serie di fattori (produzione, ordini, fatturato etc.) importanti per le aziende che riescono a fornire dati molto reali rispetto a quella che è la realtà economica del nostro territorio.

Entriamo subito nel merito dell’indagine che si è svolta su un campione di 350 aziende.

Guardando esclusivamente alla provincia di Latina nel secondo semestre 2011 possiamo affermare che la Produzione è in aumento rispetto ai dati relativi al I semestre (il saldo della Produzione è al +4% rispetto al -13,6% del I semestre e al –9% della media del Lazio).

Saldo positivo anche per gli Ordini (+14% rispetto al +4,8 del I semestre e al -13% della media regionale) nel dettaglio risalta un po’ a sorpresa, il dato degli Ordini provenienti dal mercato interno, quello italiano che segna +13% (rispetto al -15% della media del Lazio e dello 0 nel I semestre 2011).

Perdono, invece, gli Ordini rispetto all’Unione Europea, che fanno registrare un brusco calo del –40% (rispetto allo 0 del I semestre al -20% della media del Lazio), mentre si attestano intorno allo zero, rispecchiando la media del Lazio, quelli provenienti dai Paesi Extra Ue (che facevano segnare un +22,2% nel I semestre).

Si attestano intorno allo zero i dati relativi al Fatturato sia quello proveniente dal mercato Italiano che quello Extra Ue, mentre il Fatturato relativo ai Paesi UE fa registrare addirittura un calo del 33%. Dunque rispetto al I semestre complessivamente il Fatturato tiene caratterizzandosi in una ripresa di quello interno, un sensibile calo di quello Extra UE e una caduta libera di quello UE.

Dando un’altra occhiata ai dati andiamo a vedere il capitolo Occupazione in calo del 4% rispetto ad un +1% registrato a livello regionale, mentre aumentano gli Investimenti (infatti afferma di aver investito nell’ultimo semestre il 48% delle aziende + 8 punti percentuali rispetto al I semestre).

Emerge in conclusione dall’analisi dei dati che nel I semestre 2011 Ordini e Fatturato registravano un brusco calo nel mercato italiano, una tenuta in quello UE e un forte aumento in quello dei Paesi Extra UE; diversamente nel II semestre registriamo una ripresa del mercato interno, una tenuta del mercato proveniente dai Paesi Extra UE e una caduta vertiginosa del mercato UE, segno della profonda crisi in cui è scivolato l’intero “sistema Europa”.

Dunque è sempre comunque più redditizio puntare sui mercati Extra Europei molti dei quali, a differenza del vecchio Continente, fanno registrare un’interessante crescita.

Altro dato in terreno negativo è quello dell’Occupazione (come ci confermano le cronache quotidiane della nostra provincia con aziende che chiudono, si ridimensionano e ricorrono agli ammortizzatori sociali) e infatti se nel primo semestre 2011 questo dato era pari al +4% oggi si attesta invece al –4% (stiamo parlando di 8 punti percentuali in meno).

Altro dato importante sul quale volevo soffermarmi è quello relativo alle Previsioni 2012. Nel 1° semestre 2012 tutti i dati fanno registrare un peggioramento: produzione (-8%), Ordini e Fatturato interni –4% Ordini e Fatturato europeo fanno segnare un continuo trend negativo rispettivamente a –29% e -17%, mentre la previsione di Ordini e Fatturato Extra UE è di una forte crescita facendo registrare in entrambi i casi un +43%. Dunque ancora una volta le PMI guardano con interesse ai nuovi mercati internazionali emergenti per superare i problemi di un mercato interno ed europeo in recessione.

Ultimo capitolo, ma non per importanza, da analizzare quello delle Problematiche incontrate dalle imprese nel II semestre 2011 che sono considerate da noi le prime criticità da contrastare per tentare di stimolare la ripresa della nostra economia.

Al primo posto, secondo le aziende della provincia di Latina intervistate dal nostro Ufficio Studi, si pone il ritardo dei pagamenti da parte dei clienti privati (lo denuncia il 38% delle aziende); per il 20% degli imprenditori l’insufficienza di domanda, seguono per 10% il ritardo nei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni e la mancata concessione-erogazione del credito bancario, per il 6% la difficoltà nel reclutamento del personale e le insufficienti risorse finanziarie proprie.

Concludendo, dunque, la fotografia scattata dall’Indagine Congiunturale relativa al II semestre 2011 è quella di una provincia dove il lavoro in molti casi c’è, tuttavia la sopravvivenza delle imprese è a rischio perché vengono a mancare importanti sostegni in particolare quello finanziario. Inoltre è ormai strutturale la crisi di liquidità ma contestualmente continuano ad aumentare gli oneri finanziari diretti e indiretti.

Risorse finanziarie e Credito, dunque, un circuito perverso nel quale è caduta la maggior parte delle PMI. Molte volte c’è il lavoro, c’è la richiesta, ma si rischia di morire vivi perché non ci sono più le risorse finanziarie per garantire il funzionamento della “macchina produttiva” nella sua quotidianità; le aziende hanno la necessità di acquistare le materie prime, hanno necessità di pagare gli stipendi ai lavoratori, devono poter pagare le tasse: tuttavia i mancati o tardivi pagamenti da parte di clienti privati e della PA e il credito non più garantito dalle banche non danno scampo e via d’uscita agli imprenditori, della cui disperazione vi parlerà a breve il mio Presidente.

Tutto questo causa una preoccupante implosione del sistema produttivo economico della nostra provincia.

Se mettiamo insieme i dati appena illustrati e le prospettive “azzardate” dalle nostre aziende associate quello che riusciamo a ritrarre è un Paese in recessione con le previsioni per la crescita del PIL che, nel 2012, scenderanno ancora di mezzo punto percentuale per arrivare ad un –0,5%.

E proprio da questa realtà prendono spunto le riflessioni finali che spettano al Presidente della Federlazio, Michele Fantasia, a cui lascio subito la parola.




RELAZIONE PRESIDENTE FANTASIA


Grazie a tutti per la vostra presenza qui, oggi.

Ebbene sì spettano a me le riflessioni finali su questa indagine congiunturale che vi abbiamo appena presentato.

Quella che descriveva poco fa il Direttore, Motolese, è una realtà che in effetti (lasciatemelo dire da imprenditore) rende sempre più difficile il nostro lavoro.

La precarietà lamentata oggi su più fronti non riguarda solo i lavoratori, ma anche noi imprenditori. Oggi le imprese sono estenuate e ad aggravare ancora di più la situazione arrivano il calo della domanda e le stangate pensate dal Governo.

I dati (pubblicati anche sul quotidiano Il Messaggero di Latina dello scorso 30 gennaio) mettono in evidenza di come il fenomeno dei suicidi sia cresciuto in maniera allarmante anche in provincia di Latina. La media dei suicidi per 100 mila abitanti è 5,7 a Latina, 3,7 nel Lazio e 5 in tutta Italia (dati dell’ultimo rapporto EURES).

Nell’ultimo anno gli episodi sono aumentati del 121,4% e dietro una scelta così drastica c’è quasi sempre la crisi economica, la paura di non farcela. E come dicevo prima questa situazione non riguarda solo i lavoratori, ma anche gli imprenditori che, sempre più spesso, preferiscono farla finita piuttosto che guardare in faccia dipendenti che già sa che non potrà pagare a fine mese o che sarà addirittura costretto a licenziare.

Un dato questo (come ci raccontano le cronache nazionali) tristemente sempre più diffuso e fortemente denunciato anche dal nostro Presidente regionale, Maurizio Flammini.

A questo proposito la Federlazio tutta si farà promotrice di una fiaccolata, per le strade di Roma, alla quale parteciperanno gli imprenditori che, forse per la prima volta, hanno deciso di scendere in piazza per lamentare una situazione non più sostenibile.

Una fiaccolata che ha già trovato l’appoggio anche della classe politica di Roma che ha deciso che ad aprile (la data esatta è ancora da definire) sarà al fianco di noi imprenditori per questa protesta silenziosa, ma che speriamo sia significativa. Lo slogan sarà che non si può morire di lavoro!

Questo si riallaccia perfettamente al concetto di “precarietà del sistema impresa” da noi più volte denunciato anche nel corso dei mesi scorsi. Oggi non si riesce più a programmare niente se non alla giornata!

Il dato di fatto, l’unico vero, è che le aziende, gli imprenditori, sono soli.

In Italia non ci sono manovre che possano spingere alla crescita, in Europa il quadro non cambia e le banche stanno a guardare con in tasca i 116 miliardi che la Banca Europea aveva girato agli istituti di credito per sostenere le imprese. La domanda è: ma dove sono finiti quei soldi? Mario draghi però era stato chiaro. La BCE girava i soldi alle banche, ma non poteva costringerle ad utilizzarli per evitare il “credit crunch”, ossia per sostenere il tessuto imprenditoriale.

Detto questo capirete come sia difficile, oggi, fare impresa. Troppi gli ostacoli che noi imprenditori, oggi, dobbiamo superare. Tra questi l’altro problema pressante, quello della semplificazione, che oggi non deve suonare solo come uno slogan, ma deve diventare una vera emergenza per ricostituire il sistema economico favorendo le aziende. Lo Statuto delle Imprese è diventato Legge, lo Small Business Act è già una realtà eppure il nostro bel Paese vive questo controsenso con la presenza di una burocrazia a dire poco pressante.

A questo punto ci chiediamo, ma alla luce di tutto ciò, quale potrà essere il futuro in materia di sostegno delle piccole e medie imprese? La risposta è semplice e sotto gli occhi di tutti: i Fondi strutturali europei.

Oggi lo Stato, la Regione, le Province, i Comuni e le imprese hanno l’obbligo di attivarsi per cercare di intercettare il maggior numero possibile di Fondi messi a disposizione dall’Unione Eruoea. Sono soldi che, ancora oggi (e questa è la cosa assurda) tornano spesso indietro perché non vengono utilizzati soprattutto a causa della scarsa informazione. E questo non è accettabile, quelli provenienti dalla UE sono gli unici soldi che ad oggi possiamo pensare di utilizzare per la crescita economica del nostro Paese.

Questa è la nostra sfida per questo 2012, questo è un argomento del quale, tra poco, torneremo a parlare con gli ospiti che oggi ci hanno fatto l’onore di raggiungerci e che ringrazio.

Per raggiungere dei risultati, però, dobbiamo lavorare insieme (enti pubblici, imprese, partiti politici). Ma per fare ciò abbiamo bisogno di cambiare testa. Dobbiamo iniziare a cambiare le nostra mentalità abbandonando gli aspetti più tradizionali per cominciare ad adottare comportamenti più ispirati al concetto di rete, di filiera e di collaborazione con altri soggetti imprenditoriali. Sto parlando di quella “cultura d’impresa” di cui più volta abbiamo parlato in Federlazio e che per quest’anno ci vedrà impegnati su più fronti: competitività, innovazione, internazionalizzazione. Queste tre cose saranno le parole chiave delle nostre azioni future perché tutti questi sono requisiti fondamentali per aiutare le aziende a sopravvivere. Alcune lo hanno già capito: per andare avanti bisogna rinnovarsi, bisogna sapersi rimettere in gioco e bisogna guardare ad altri mercati in questo momento molto più fiorenti di quello italiano. Ma per fare ciò c’è bisogno di un processo culturale che non può prescindere dalle altre azioni concrete da mettere in campo per aggredire nuovi scenari economici.

Bisogna, inoltre, lavorare per fare nascere nuove aziende incentrate sui nuovi saperi, sulla tecnologia in particolare per imparare a parlare con i nuovi contesti economici. In una parola dobbiamo rinnovare il nostro tessuto imprenditoriale.

Ma di tutto questo avremo nei prossimi mesi occasione di parlarne ora lascio la parola all’assessore provinciale ai Fondi Europei, Davide Minchella e alla dott.ssa Lola Fernandez per il Comune di Latina che ci parleranno, appunto, di Fondi Europei.