29/10/2016 Sperlonga D’Arcangelo a difesa di Torre Truglia

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​Di redazione:

“Le polemiche mosse contro la gestione e l’utilizzo della Torre Truglia da alcuni mesi a questa parte - afferma il Delegato ai beni culturali e paesaggistici Stefano D’Arcangelo - appaiono distruttive e inaccettabili. Tutti insieme dobbiamo difendere e sostenere un bene comune di così grande valore storico, turistico, architettonico e simbolico. Venti anni fa la torre era in decadenza, oggi è diventata il principale  luogo di attrazione artistica e culturale del nostro paese.
Torre Truglia - prosegue D’Arcangelo - è un gioiello architettonico inconfondibile che caratterizza il nostro centro storico e il suo meraviglioso paesaggio costiero e marino. È dovere di tutti noi difendere questo bene comune. È altresì dovere della Pubblica Amministrazione e di tutti gli sperlongani, indistintamente, assicurare la fruizione pubblica e la valorizzazione ottimale di questo straordinario sito storico-architettonico immediatamente riconoscibile ormai in tutta  Europa e in buona parte del mondo. 
Sperlongani e turisti sanno che la nostra torre è accessibile a tutti ed è un bene pubblico che richiede di essere continuamente curato e gestito con oculatezza, senza mai stravolgere la sua funzione storico-culturale e ambientale. Tutti dobbiamo stare attenti e vigilare affinché questo bene comune venga preservato e utilizzato nel migliore dei modi. 
I toni scandalistici usati piuttosto che aiutare il dialogo e il necessario confronto politico-istituzionale lo immiseriscono, anche a discapito dell’immagine turistica e culturale della nostra invidiatissima città. 
È un fatto certo e tangibile che oggi la Torre Truglia costituisce la principale attrattiva per le manifestazioni artistiche, culturali e ambientali e che la sua gestione viene apprezzata e stimata unanimemente da tutti gli operatori culturali e turistici. 
Non vi è alcun dubbio - continua il Delegato - che l’evolversi delle normative nazionali e regionali impongono oggi nuovi regolamenti anche alla luce dell’uscita forzata dei piccoli Comuni dalle società miste e/o partecipate, così come avvenuto nel caso specifico per la società partecipata al Comune di Sperlonga  denominata “Porto turistico di Sperlonga”.  

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